Pinot Grigio 2015 Venezia Giulia Igt Radikon - 0,75L

€.23.50

Produttore: Radikon

Regione: Friuli Venezia Giulia

Uvaggio: Pinot Grigio

Gradazione: 13,50% vol

Formato: 0,75L

Vinificazione: l´uva diraspata viene posta in tini di rovere troncoconici da 25/35 Hl dove resta per 8/14 giorni durante i quali svolge la fermentazione alcolica a contatto con le bucce.

Affinamento: in botti di rovere da 25/35 Hl per circa 18 mesi, poi due mesi in bottiglia. Nessuna filtrazione, nessuna chiarifica. 

Temperatura di servizio: 15° C

Radikon

L’azienda Radikon si trova a Gorizia, in Friuli Venezia Giulia, nella strada che unisce San Floriano in Collio a Oslavia.
L’Azienda nasce subito dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), quando un lungimirante agricoltore, Franz Mikulus, decise di riorganizzare i suoi terreni impiantandovi dei vigneti. La scelta cadde, in gran parte, sul vitigno autoctono per eccellenza sia in Friuli che in Slovenia, il più antico e tradizionale, a bacca bianca, la Ribolla Gialla.

Nel 1948 la figlia di Franz Mikulus, Sofia, sposa Edoardo Radikon, un giovane agricoltore pieno di voglia di fare e molte idee. Con molto impegno e sacrificio, visto che i vigneti vengono coltivati, con tutte le difficoltà connesse, su di un terreno a forte pendenza, impianta vitigni di Tocai (oggi denominato Friulano), Pinot Grigio e Merlot. In quei lontani anni, tutto il Vino prodotto veniva venduto sfuso.

Nel 1980, il figlio di Edoardo e Sofia, Stanislao Radikon, assume la conduzione dell’Azienda prendendo, tra l’altro, una decisione, quella di imbottigliare in proprio che darà una svolta decisiva alla loro produzione.

Stanislao ha una visione innata, tutta naturale del suo lavoro, tra le altre cose sostiene che l’uva si vendemmia solo a fine ciclo di maturazione, non si anticipa mai per nessun motivo: “quando tutti hanno finito di vendemmiare noi si comincia”.

Con questi presupposti,“Stanko”, attraverso gli anni perfeziona il suo metodo, passa ad una lavorazione che elimina i tini in acciaio, prediligendo l’uso di barrique. Dal 1995, poi, giunge a quello che ritiene la forma più adatta alla tipologia dei suoi Vini, l’uso dei grandi tini tronco conici e grandi botti. Contemporaneamente, rispettando al massimo sia il territorio che l’ambiente, viene abbandonato l’uso di ogni sostanza chimica, riducendo anche gli altri trattamenti più naturali allo stretto necessario, sia in Vign ache in Cantina.

Dal 1999 smette definitivamente, durante la vinificazione, di aggiungere l’anidride solforosa, controverso prodotto chimico, antiossidante, conservante e antisettico, normalmente usato nell’industria alimentare e nella bevande. Per ottenere la longevità nei suoi Vini, Radikon punta tutto sulla naturalità e integrità. Nei Vini Bianchi, questo procedimento, si nota in quella leggera velatura, data anche dall’assenza di chiarificazioni e filtrazioni, che diventa essa stessa un conservante.

Oggi l’Azienda Agricola Radikon è portata avanti con grandissimo impegno da tutta la Famiglia, Stanko (purtroppo venuto a mancare da poco) la moglie Suzana, il figlio Sasa, laureatosi in Viticoltura ed Enologia, e le due figlie.

Fanno parte della proprietà circa 12 ettari di vigneti, la densità delle viti per ettaro è piuttosto elevata, ciò permette di produrre meno uva, 4/5 grappoli per pianta, ma di maggiore qualità.