Sassaia 2017 Veneto Igt La Biancara

€.14.50

Produttore: La Biancara

Regione: Veneto

Uvaggio: Garganega 90%, Trebbiano 10%

Gradazione: 13% vol

Formato: 0,75l

Vinificazione: fermentazione spontanea in botti da 30 Hl senza controllo della temperatura. Il vino è imbottigliato nel mese di Aprile/Maggio dell´anno successivo senza chiarifiche o filtrazioni.

Temperatura di servizio: 10-12°

Abbianmenti consigliati: paccheri zucchine e gamberi, carbonara di mare, erbazzone, pizza ai quattro formaggi, zucchine gratinate

La Biancara di Angiolino Maule

La Biancara nasce nel 1988 per volonta’ di Angiolino Maule e della moglie Rosamaria. Dopo dodici anni di vita da pizzaioli si dedicano alla loro passione di sempre, la viticoltura. Nei primi anni ‘80 acquistano i terreni nella zona collinare di Sorio di Gambellara e costruiscono la loro casa e cantina. L’estensione dell’azienda è di 6 ettari, e molti vigneti vengono piantati proprio in questi primi anni.
In vigna e in cantina la Natura e’ regina e la loro personale idea di vino e’ espressa ogni anno nelle bottiglie che producono fin dalle annate iniziali; la prima etichetta e’ stata il Sassaia,vino bianco che ancor oggi esprime al meglio il loro territorio e il loro vitigno, la Garganega. Nel corso degli anni la ricerca per la qualita’ e l’integrita’ ecologica hanno contraddistinto il lavoro e pensiero.
Oggi Angiolino e’ aiutato dai figli Francesco e Alessandro nel lavoro in vigna e in cantina; i piu’ giovani sono Giacomo e Tommaso. Insieme abbiamo costruito una nuova cantina e acquistato nuovi vigneti, ma lo spirito di ricerca per il miglioramento e l’autenticita’ nei nostri vini rimane lo stesso. L’estensione vitata oggi e’ di 11 ettari di proprieta’ e 4 in affitto, due dei quali a Sossano nei Colli Berici, dove il Grenache si esprime molto bene. I vigneti si trovano ad un’altezza compresa tra i 90 e i 260 metri s.l.m..
Per evitare il più possibile di interferire con quelli che sono gli equilibri della natura, in vigneto si cerca  di ridurre il più possibile gli interventi, in particolar modo quelli che esigono l’uso di macchine trattrici, . Quindi limitare allo stretto necessario i trattamenti fogliari e se necessario intervenire solamente nelle porzioni di vigneto (quelle più ombreggiate dal bosco o più vicine al fondo valle) dove l’incidenza della malattia storicamente è più pressante.  Anche la gestione dell’erba è limitata a soli due sfalci estivi, uno a Giugno e l’altro a Settembre prima della vendemmia, permettendo così numerose infiorescenze di erbe spontanee che possano attirare insetti e api.
In cantina la regola base è quella di non togliere e non aggiungere nulla al vino. Non esiste un vero e proprio metodo preciso, ma di anno in anno, a seconda delle caratteristiche del mosto che arriva in cantina, si opera di conseguenza, ad esempio aumentando o diminuendo la persistenza del mosto sulle bucce, modificando i tempi di permanenza sulle botti oppure operando più o meno travasi da una botte all’altra durante il periodo invernale. Qui gioca un ruolo fondamentale l’esperienza e la capacità di cogliere i segnali che il vino trasmette durante la sua evoluzione.

La conduzione dell’azienda rimane (e vuole rimanere) completamente famigliare, quindi dal lavoro in vigna, alla cura della cantina, fino alla commercializzazione. Altre colture dell’azienda sono un centinaio di vecchi olivi e piante da frutto quali ciliegi, fichi, albicocche e pesche da cui Rosamiaria produce confetture con la sola e semplice aggiunta di zucchero.