Magico 2014 Passito di Pantelleria Abbazia San Giorgio

€.39.90

Produttore: Abbazia San Giorgio

Regione: Sicilia

Vitigno: Zibibbo

Gradazione: 14% vol

Formato: 0,50L

Vinificazione: la lavorazione del Magico inizia la seconda metà di Agosto, i grappoli recisi dopo una prima selezione vengono portati negli stenditoi e stesi al sole. Dopo circa 8 giorni i grappoli si rigirano e trascorsi ancora 8-10 giorni l´uva appassita viene ritirata e avviata in cantina per la spremitura. Le uve appassite insieme a quelle fresche vengono diraspate e pigiate. La fermentazione avviene in vasche di acciaio e la macerazione si protrae per oltre un mese. 

Affinamento: inizia nei silos di acciaio dove il passito sosta per circa 12 mesi, quindi viene messo nelle barriques per altri 6 mesi e successivamente si passa all´imbottigliamento.

 

il Magico è un vino da meditazione e come tale si beve a fine pasto. Accompagna bene formaggi erborinati e pasta dura. Ideale con qualsiasi tipo di dolce. 

Disponibilità immediata: 0 pz.

Abbazia San Giorgio

Abbazia San Giorgio si trova a Pantelleria e nasce per mano di Battista Belvisi, coltivatore, viticoltore, cantiniere ed enologo.

Tre e ettari e mezzo situati a Khamma, nella parte sud orientale dell’isola. Spezzettati in minuscoli corpi, a circa 300 mt. sul livello del mare con età media di 60 anni, sono allevati a zibibbo per i due terzi della superficie, mentre la restante parte è coltivata a Pignatello, qui conosciuto con in nome di “Nostrale”, Carignano e Nerello Mascalese.

Le viti sono allevate ad alberello, con il tipico sistema pantesco, quello recentemente riconosciuto dall’Unesco patrimonio “immateriale” dell’umanità. La resa è ridicola, 30 quintali per ettaro..

Tutte le vigne sono condotte in biologico con uso di pratiche biodinamiche. La lotta alle piante infestanti ed ai parassiti è condotta con mezzi agronomici, senza antiparassitari, crittogamici né altro tipo di prodotto chimico. Non si effettuano concimazioni di alcun tipo, né con concimi chimici, né concimi organici. A fine inverno si interrano le erbe spontanee.
In cantina, la fermentazione si avvia da sola ad opera dei lieviti indigeni, e non viene utilizzato nessun tipo di coadiuvante e di additivo.

Un ultimo dettaglio: durante i passaggi di trasformazione non si utilizza nemmeno l’anidride solforosa. Niente solfiti aggiunti in tutti i vini.