Rollingwine Parade Aprile 2025

La classifica "Non Classifica" degli abbinamenti Vino & Musica di Rollingwine
a cura di Tommaso Colò
"DAL TRAMONTO ALL'ALBA"
Ad Aprile 2025 non ci siamo fatti veramente mancare niente.
Fiere, eventi bellissimi, articoli del Gambero Rosso, Trump che mette dazi come se non ci fosse un domani e poi li ritira (in parte), borse che crollano, la morte del Papa e diversi giorni di ferie tra Pasqua, Pasquetta e 25 Aprile . Che dire? Veramente difficile scegliere di cosa parlare quindi sostanzialmente non approfondisco niente di tutto ciò e vorrei porre semplicemente un quesito che da tempo mi frulla testa: in un periodo come quello di oggi, dove il mondo del vino sta vivendo un rinnovamento in mezzo a mille difficoltà ha ancora senso creare continue polemiche sul Vino Naturale? Perchè da tanto fastidio? A qualcuno fa comodo continuare a gettare benzina sul fuoco, però è anche arrivato il momento di guardare avanti e dobbiamo farlo molto velocemente.
Nel tempo sono arrivato ad una conclusione, abbastanza semplice: lo sapete qual è il grosso sbaglio che facciamo? E’ quello di usare ancora quell’aggettivo qualificativo a cui siamo tanto affezionati; il “naturale”. Questo purtroppo crea a chi non ha i giusti mezzi ed è influenzato da altri una qualche specie di barriera mentale e sociale che lo porterà ad analizzare il vino ai raggi X, sniffandolo, shekerandolo con il solo scopo di trovare un difetto, e se anche difetto non c’è, lo troverà lo stesso perché quel vino è un vino NATURALE. Sostanzialmente la mente non è lucida e non ragiona con razionalità.
Noi dobbiamo fare assaggiare i vini (farlo "alla cieca" sarebbe perfetto), parlare con la gente, creare una cultura alimentare che troppo è mancata e che sta ancora mancando sulle tavole. Il livello di tanti produttori si è alzato moltissimo rispetto a qualche anno fa, sto assaggiando vini di nuovi progetti fatti da giovani che sanno esattamente quello che fanno, sperimentando certo, ma con una conoscenza di base necessaria per poterlo fare. Iniziamo a far usare il cervello a tutti gli appassionati, facciamogli aprire gli occhi anche sul fatto che il 90% degli influencer sono solo markettari al servizio dell’industria, la quale vede e fiuta il business del vino naturale, disprezzandolo ma allo stesso tempo apprezzandolo perché il futuro è quello. Pensate veramente che a casa questa gente si beva i loro vini industriali? E’ tutta una recita, sanno benissimo cosa bere soltanto non lo ammetteranno mai e se ne stanno chiusi nei loro dilemmi quotidiani.
Ripeto, usiamo il cervello! La “rivoluzione” del gusto si fa solo con la verità e la consapevolezza: il discorso si applica al vino ma anche a qualsiasi altro prodotto agricolo. Studiamo, cerchiamo di comprare prodotti “veri” da veri artigiani, le possibilità oggi non mancano; abbiamo mercatini agricoli, gruppi di acquisto ad abbiamo anche Internet. Si tratta solo di avere voglia di crescere e di essere consapevoli.
La RW Parade di Aprile vuole essere un omaggio a quei produttori che mi hanno cambiato e migliorato (purtroppo non ho potuto mettere tutti), che mi hanno aperto la mente: 10 vini per capire e comprendere, 10 pietre miliari, 10 canzoni fatte da Artisti con la A maiuscola.. Ecco a voi la RW Parade di Aprile 2025.
Spero che vi divertiate!
10 - Barolo Paiagallo 2021 DOCG, Giovanni Canonica - “How to disappear completely (and never be found)” - Radiohead tratto dall’album "KID - A" (2000)
Probabilmente quando uscirà questo articolo il Barolo Paiagallo 2021 di Giovanni sarà già finito, anzi ne sono sicuro. Il Paiagallo di Giovanni è un inno all’artigianalità, un inno alle Langa contadina, un elogio nell’andare in una direzione opposta alla massa, quando tutto e tutti sono contro di te e pensano che sei un pazzo. Giovanni ha avuto sempre ragione ed oggi il suo Paiagallo è uno dei vini più rari e ricercati dai collezionisti di tutto il mondo (il prezzo ne è dimostrazione purtroppo).
Bevuta spirituale, con pochi orpelli e per questo non potevo che mettere il brano capolavoro dei Radiohead How To Disappear Completely da Kid A. Dopo il successo commerciale di Ok Computer nel 1997, tutti si aspettavo una cosa sulla stessa linea e invece Thom Yorke e co. sono andati esattamente nella direzione opposta, spiazzando tutti e regalandoci un disco “futuristico” che con il tempo è diventato imprescindibile per qualsiasi amante della musica. In una parola: eternità.

9 - Ageno 2020 Vino Bianco, La Stoppa - “Love will tear us apart” - Joy Division ,singolo (1979)
Uno dei vini necessari per aprire la mente e per ridefinire una nuova estetica che affonda le radici nella tradizione andata perduta con l’industrializzazione. Un must, un vino che al primo assaggio ti sorprende, ne vuoi ancora, vuoi capire, vuoi andare sempre di più in profondità, ti prende e non ti lascia. Qui non si ricerca l’eleganza, qui si ricerca la materia, la sostanza ed ancora una volta il terroir fino all’ultima goccia.
E’ storia e per questo motivo non potevo che mettere un brando come Love Will Tear Us Apart dei Joy Division, un pezzo che all’età di 15 anni mi ha spalancato la mente e mi ha fatto capire cos’è l’emozione nella musica. Per questo per me è e resterà sempre uno dei pezzi più belli mai scritti nella storia della musica. Due pietre miliari.

8 - Ariento 2021 Toscana IGT, Massavecchia - “Unfinished Simpathy" - Massive Attack tratto dall’album "Blue Lines" (1991)
Quello che ho scritto per Ageno potrei tranquillamente ripeterlo per Ariento nelle sue varie fasi di vita.
Prima fase con Fabrizio Niccolaini che ha messo le basi per la leggenda, dopo Francesca Sfondrini ha continuato dando una sua idea bellissima e profonda, quasi toccante nell’impegno e nella dedizione, e poi il ritorno di Fabrizio che ancora oggi conduce l’azienda.
Ariento è fuoco, Ariento è terra, uno dei migliori vermentini mai bevuti in vita mia, un’esperienza che ti segna e dalla quale è difficile tornare indietro. Con Ariento mi catapulto negli anni 90, con un pezzo che si contrappone e bilancia, un brano che riecheggia leggero nell’aria e ti fa stare bene. Unfinished Sympathy dei Massive Attack ci fa entrare in un loop dal quale sappiamo quando entreremo ma non sapremo esattamente quando usciremo.

7 - Retromarcia 2022 Chianti Classico DOCG, Monte Bernardi - “Obstacle #1" - Interpol tratto dall’album "Turn on the bright lights" (2002)
Mai nome fu più azzeccato per un vino. E’ dovuto arrivare un giovane straniero pieno di belle speranza per far capire che nel Consorzio del Chianti Classico c’era una direzione completamente sbagliata e che bisognava fare “retromarcia” fare un passo indietro e tornare a quello che era il vino tradizionale e territoriale. Michael Schmelzer ha usato tutto il suo coraggio; persona immensa e intelligente, ha capito fin da subito quello che poteva e che doveva fare nei suoi terreni. Fin da subito zero chimica in vigna, fermentazioni spontanee e tanta, tanta pazienza per arrivare a vini rappresentativi di sapori tradizionali e antichi. Un vino che consiglierei sempre a tutti, che non può mai mancare nella mia cantina.
Con questo magnifico Chianti Classico di Panzano abbino un altro pezzo che fa parte della mia storia musicale. Primi anni 2000, a New York c’era un fermento musicale incredibile, si suonava ovunque e a tutte le ore, un momento magico. Gli Interpol si formano a fine anni 90 ispirandosi alle sonorità del post punk inglese dei primi anni 80. Un ritorno a suoni più retro’, cupi e scuri, che però lasciano sempre intravedere in fondo una luce affascinante. Il passato che ritorna ancora una volta.

6 - Barbacarlo 2021 Provincia di Pavia IGT, Az. Agr. Barbacarlo - “Lazarus" - David Bowie tratto dall’album "Black Star" (2016)
Il Barbacarlo è un simbolo del vino italiano, ha un fascino tutto suo; ci porta in un luogo fuori dal tempo dove tutto si è fermato. Con tutta la sua ruvidità, tutta la sua durezza, tutta la sua fumosità è un vino dalle grandi speranze, una visione del futuro. Questa 2021 rappresenta il testamento di Lino Maga, la sua ultima vendemmia e infatti l’etichetta dove si aggiunge un cielo azzurro con nuvole bianche, è un omaggio del figlio al padre. Si vede il sole, si vede la Terra.
Qui l’abbinamento mi è venuto ripensando all’ultimo album di Bowie, morto due giorni dopo l’uscita di Black Star. Anche in questo caso Bowie ci consegna il suo testamento musicale; il pezzo Lazarus è una confessione di morte, sa che il suo tempo è quasi finito e nel testo infatti scrive “Look up here, i’m in heaven”. Artisti che muoiono nella vita terrena ma che ci porteremo sempre dentro di noi nel nostro spirito.

5 - Ribolla 2019 delle venezie IGT, Franco Terpin - “Walk on the wild side" - Lou Reed tratto dall’album "Transformer" (1972)
Sappiamo tutti che il gusto è soggettivo, così come la musica, non possiamo imbrigliare niente in canoni predefiniti perché alla fine si può ragionare quanto vogliamo ma tutto è soggettivo. Però ci sono dei vini che mettono d’accordo tutti anche nel loro essere diversi e in questo penso ai vini di Franco Terpin. La sua Ribolla vitigno simbolo del Collio, è stata per me una folgorazione. Mi ha fatto innamorare di un territorio di confine, mi ha portato ad amare alla follia quella zona ed ancora oggi non riesco a non sbilanciarmi parlando della magia che ci regala il Collio.
Franco Terpin è un gigante dal cuore buono, lo vedo nelle fiere al suo banco che ti versa il vino ed insieme ti taglia una fetta di salame di orso. Persona unica, così come i suoi vini. La sua ribolla è un patrimonio da tutelare e con un gigante del genere ci vuole un brano degno ed ho scelto "Walk On The Wild Side" del grande Lou Reed, brano simbolo di un artista immenso che ci ha donato veramente tanto. Grazie.

4 - Frappato 2022 terre siciliane IGT, Arianna Occhipinti - "Time" - Pink Floyd tratta dall’album "The dark side of the moon" (1973)
Il Frappato di Arianna è un vino delizioso, che ti coinvolge fin dal primo sorso. Sinceramente non mi interessano le scelte, ognuno è libero di stare e di fare quello che vuole fortunatamente, le polemiche le lascio ad altri, io dico che Arianna fa dei grandi vini e non possiamo non apprezzarli. Il lavoro che ha fatto con il Frappato è commovente, solo persone con una sensibilità superiore possono arrivare a certi risultati.
Per me fu amore a prima vista e insieme ad un vino con un aura così potente, non potevo che abbinare un pezzo di un altro pianeta, Time dei Pink Floyd dal capolavoro Dark Side Of The Moon. Teletrasportati in una dimensione di pace e di tranquillità dove tutto è perfetto.

3 - Terra dei Preti 2023 umbria IGT, Collecapretta - "Wake up" - Arcade Fire tratta dall’album "Funeral" (2004)
Un vino che colpisce per la ricchezza, per la profondità e il grande carattere. Trebbiano Spoletino lavorato con sapienza senza aggiungere mai un grammo di solforosa in nessuna fase. Quando si va all’assaggio si potrebbe gridare al miracolo ma restiamo con i piedi per terra e godiamocelo fino in fondo. L’Umbria è una grande terra e mi regala sempre grandi emozioni.
Con il Terra dei Preti vado ad abbinare un pezzo con le stesse caratteristiche, Wake Up dei canadesi Arcade Fire. Una band unica, che mi evoca grandi ricordi in un periodo della vita bellissimo e spensierato. Ancora oggi quando ascolto questo pezzo mi vengono i brividi…

2 - Brunello di Montalcino Riserva 2018 Cru Santa Maria, Marino Colleoni - "Staralfur" - Sigur Ros tratta dall’album "Agaetis Byrijun " (1999)
Fermi tutti. Davanti ad un vino così e ad una persona come Marino possiamo dire poco, le parole non bastano. Occorre un religioso silenzio per capire cosa abbiamo davanti, stare a testa bassa e portare un grande rispetto. Rilassiamoci e ringraziamo. Vengono meno i cru, i territori, le uve, gli uomini, siamo su un altro livello.
La colonna sonora ideale in un momento del genere per me deve essere qualcosa di mistico e per questo ho scelto "Staralfur" dei Sigur Ros è il brano ideale. Il suono ci porta in un luogo deserto, lontano, all’apparenza freddo ma poi entra in gioco il vino che ci dona quel calore di cui abbiamo bisogno per trovare l’equilibrio. Apriamo gli occhi e per qualche istante godiamoci la bellezza, quella vera e profonda.

1 - Gli Eremi 2022 Marche IGT, La Distesa - "Un'altra vita" - Franco Battiato tratta dall’album "Orizzonti Perduti" (1983)
La storia di Corrado Dottori in qualche modo mi ha cambiato. Ho letto i suoi libri con una passione unica, mi hanno donato un entusiasmo verso il mondo agricolo che credevo non fosse possibile. Non parlo solo di vino ma proprio di agricoltura. Gli Eremi rappresentano il risultato di tanto lavoro, di tanti sacrifici e non posso fare a meno di metterlo tra i vini più rappresentativi per capire e comprendere cos’è il vino buono, fatto con solo uva e tanto sacrificio.
La storia di Corrado e Valeria mi ha fatto venire in mente un pezzo del grande Franco Battiato, Un'altra Vita. Il testo è breve e conciso ma ci proietta delle immagini forti e ci catapulta in una realtà che potrebbe essere tranquillamente quella di oggi; eppure Franco lo ha scritto già nel 1983. Genio.

Una Grandissima Rollingwine Parade!
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Clicca qui per ascoltare la playlist completa.
Ci vediamo presto, alla prossima Rollingwiners!
ROSSO
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